Un riconoscimento che racconta un territorio straordinario
Dal 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono entrate ufficialmente nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Un riconoscimento che va oltre il vino: è un omaggio a un paesaggio culturale unico, modellato nei secoli dalla mano dell’uomo, dalla sua passione e dalla sua dedizione alla terra.
In questo angolo del Veneto, natura e sapere contadino si fondono dando vita a un mosaico di vigneti, borghi storici, strade panoramiche e tradizioni millenarie che hanno reso il Prosecco Superiore DOCG un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.
Un paesaggio unico al mondo, tra storia, cultura e viticoltura eroica
Situate tra le città di Conegliano e Valdobbiadene, queste colline si distinguono per la loro conformazione armoniosa fatta di pendii scoscesi, vigneti terrazzati e una trama agricola che conserva l’equilibrio tra coltivazione e biodiversità.
È un paesaggio costruito nel tempo con pazienza e visione, grazie a una viticoltura eroica che ha saputo rispettare i ritmi della natura e mantenere intatta l’identità del luogo. La “centuriatio agraria”, l’antico sistema romano di divisione dei terreni, convive oggi con le moderne pratiche agricole sostenibili, rendendo questo territorio un esempio vivente di convivenza tra innovazione e tradizione.
Ma le Colline del Prosecco non sono solo geografia: sono anche cultura del gusto, ospitalità autentica, arte, paesaggio, memoria. Camminare tra i filari significa attraversare secoli di storia, visitare cantine storiche, conoscere famiglie che da generazioni si tramandano l’amore per il vino.



Cosa significa essere Patrimonio UNESCO
Il riconoscimento dell’UNESCO non è solo un titolo, ma un impegno. Un impegno verso la tutela del paesaggio, la sostenibilità ambientale, la valorizzazione di una cultura produttiva unica al mondo.
La motivazione ufficiale premia il “paesaggio culturale evolutivo e vivente”, ovvero un ecosistema agricolo che ha saputo conservare la sua autenticità pur adattandosi con intelligenza ai cambiamenti. È il risultato di una perfetta sinergia tra ambiente naturale e intervento umano.
In un mondo in cui l’agricoltura intensiva ha spesso sacrificato la bellezza e l’identità, le Colline del Prosecco rappresentano un modello di equilibrio, capace di produrre eccellenza nel rispetto della natura e delle comunità locali.
Bellussi: interpreti di un territorio che è patrimonio del mondo
Nata nel cuore di Valdobbiadene, Bellussi è profondamente legata a questo territorio straordinario. Le nostre bottiglie nascono tra queste colline, da uve selezionate con cura, vendemmiate a mano e trasformate in spumanti che riflettono l’anima di questo paesaggio.
Scegliere Bellussi significa scegliere un Prosecco che è espressione autentica del suo luogo d’origine: ogni calice racconta la mineralità dei suoli, la freschezza dell’altitudine, la sapienza del lavoro artigianale.
L’impegno nella qualità, nella sostenibilità e nella valorizzazione delle tradizioni locali fa di Bellussi un punto di riferimento per chi cerca un vino che sia, prima di tutto, territorio da bere.
Dalle linee più classiche alle cuvée più innovative, ogni etichetta Bellussi è un omaggio a queste colline, al loro ritmo lento, alla loro eleganza spontanea.
Bellussi: interpreti di un territorio che è patrimonio del mondo
Brindare con un calice di Prosecco Bellussi non è semplicemente celebrare: è entrare in contatto con un mondo fatto di bellezza, cultura, rispetto. È riconoscere in ogni bolla la fatica di chi coltiva in pendenza, la cura di chi seleziona ogni grappolo, la visione di chi crede che il vino sia anche racconto del territorio.
Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono oggi patrimonio dell’umanità, ma sono da sempre patrimonio di emozioni per chi le vive, le visita e le assapora. Con Bellussi, queste emozioni arrivano ovunque: in tavola, nei momenti speciali, nei ricordi più belli.






