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Vent’anni nella luce di Belpoggio

A Castelnuovo dell’Abate il paesaggio parla da solo, e ogni volta che ci fermiamo ad ascoltarlo ci ricorda perché, vent’anni fa, abbiamo scelto questo posto. Le colline morbide, il vento che cambia direzione senza mai disturbare, la luce che al tramonto sembra accarezzare le vigne: tutto qui invita alla calma, alla cura, alla dedizione.

Si è concluso così, nel modo più naturale e autentico, l’anno del ventesimo anniversario di Belpoggio. Abbiamo deciso di festeggiare a casa, nel luogo dove il nostro Brunello trascorre il tempo che gli serve per diventare un grande vino.

Per festeggiare al meglio i nostri vent’anni, abbiamo scelto di circondarci di un gruppo ristretto di ospiti, giornalisti e firme autorevoli del mondo del vino, del lifestyle e dei viaggi, insieme ai nostri capi area e a chi vive l’azienda dall’interno, sostenendola giorno dopo giorno. A loro abbiamo aperto le porte della nostra cantina e della nostra storia, perché questo ventennale meritava un momento sincero, fatto di condivisione e autenticità.

A fare gli onori di casa c’era tutta la nostra famiglia, e con noi, l’amico Luciano Ferraro, vicedirettore e autore della Guida Vini del Corriere della Sera. Con lui è nata subito una conversazione spontanea sulla nostra idea di vino, un dialogo naturale che poi è proseguito a tavola, dove è stato servito il pranzo-degustazione preparato dal ristorante Silene, una stella Michelin.

Ed è a tavola che la verticale del nostro Brunello ha preso vita. Con la guida della giornalista-sommelier Adua Villa, la degustazione si è trasformata in un viaggio nel tempo e nel carattere della nostra famiglia e ogni annata ha trovato la propria voce. La 2005, la prima di Belpoggio, affidata a Francesco Adami, è stata raccontata con la calma e la profondità di chi ha vissuto la cantina fin dai primi passi, riuscendo a esprimere il suo tratto più vero.

Giovanni ha presentato la 2008, un’annata che dialoga con la memoria in un equilibrio di stile e carattere. Nelle parole di Mattia Meneghello, nostro enologo di talento, la 2014 rivela tutta la forza di un anno complesso trasformato in resilienza. Francesca con la 2020 ha potuto portare l’energia di un’annata pronta, di media struttura ma ricca di intensità aromatica. E infine la 2021, nelle mani di Paola Martellozzo, rappresenta il futuro: giovane, luminosa, ancora in slancio che si prospetta sarà tra le migliori degli ultimi anni.

La giornata si è chiusa con naturalezza, senza formalità. Gli ospiti sono rimasti a parlare, a fare domande, a guardare il paesaggio che Belpoggio domina dall’alto. Questi vent’anni non sono un traguardo, ma una tappa importante di un percorso che continueremo a seguire con lo stesso spirito di sempre: rispetto per la terra, per la tradizione, per la lentezza che dà valore alle cose fatte bene.

Siamo tornati alle nostre vigne con una gratitudine profonda, consapevoli che il futuro di Belpoggio continuerà a crescere con il passo calmo e deciso che ci ha accompagnati fin dall’inizio.

Con affetto,
famiglia Martellozzo